• MantovaJazz 2020

    MantovaJazz 2020

    Dal 24 ottobre al 28 novembre si terrà la 39^edizione di MantovaJazz.
  • Campagna Tesseramento 2019/2020

    Campagna Tesseramento 2019/2020

    Insieme, per passione. Ellekappa firma la tessera Arci 2019/2020.
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MantovaJazz, il festival culturale più longevo di Mantova, apre il 24 ottobre la sua 39^ edizione, con 4 concerti che si propongono di approfondire, a 100 anni dalla sua nascita (il 29 agosto), l’eredità di Charlie Parker, la figura che più di ogni altra può essere identificata con la nascita del jazz moderno. Da qua nasce un cartellone eterogeneo ma coerente, che comprende in apertura, il 24 ottobre, un delicato omaggio cameristico all’esperienza “Parker with Strings”, allora dedicata al grande songbook di Broadway con il contorno di un’orchestra d’archi. Qui le corde sono quelle del sofisticato chitarrista Luigi Tessarollo, in duo col formidabile pianista Dado Moroni. Sarà poi la volta, il 14 novembre, del quintetto di Enrico Rava, uno dei grandi poeti del jazz dell’ultimo mezzo secolo, testimonianza vivente di come la scintilla creativa di Parker abbia alimentato le più importanti esplorazioni autoriali, indipendentemente dallo strumento e dalle strutture musicali di elezione. Seguirà, il 20 novembre, il magnifico trio dell’immenso contraltista Steve Coleman, che è riuscito a spingere l’eredità di Parker verso territori non toccati neppure dalle visioni di Coltrane, Ornette o Dolphy. Le sue angolari architetture, innestate “senza perdere la tenerezza” su tempi composti di straordinaria efficacia, ben consci della vibrante cultura afroamericana delle metropoli, influenzano la quasi totalità del versante “Black” del jazz contemporaneo. A conclusione del festival, il 28 novembre, vi sarà l’esibizione del trio dell’impressionante contraltista francese Geraldine Laurent, al quale si aggiungerà, in esclusiva per MantovaJazz, la voce del clarinetto di Mauro Negri, altro indiscusso fuoriclasse del jazz europeo.

Non potevamo ignorare le infinite richieste di chi voleva ritornare a condividere con noi la voglia di stare insieme e la passione per la musica dal vivo. Fare cultura e curare le relazioni interpersonali è la mission principale della nostra associazione. Crediamo sia un segnale importante sia per la nostra comunità - che in questi mesi ha sofferto l’isolamento e la mancanza di proposte socio culturali – che per il settore artistico – uno degli ambiti su cui le restrizioni attuali stanno avendo un pesante impatto – che per il settore del commercio – con il quale siamo in stretto contatto e che lavorano quasi esclusivamente durante gli eventi estivi. ArciFesta torna dunque in Piazzale Te per l’undicesimo anno consecutivo, nonostante le grandi difficoltà organizzative che stiamo incontrando a seguito delle restrizioni date dalla sicurezza legata all’emergenza sanitaria. Abbiamo adottato alcune variazioni e accorgimenti per garantire a tutti e tutte di sorridere e divertirsi con noi in piena sicurezza ma ovviamente ci auguriamo anche da parte degli avventori il massimo della collaborazione nel rispetto delle regole. Quest’anno la nostra iniziativa di raccolta fondi da destinare a eventi sociali e culturali annuali cambia periodo: non più luglio ma agosto si accenderà di suoni e colori in Piazzale Te, anche per fare compagnia alle numerose persone che decideranno di passare in città le proprie ferie. Modificate anche le modalità di accesso: più controllate e più ristrette a causa del numero ridotto di persone che potranno sedersi al tavolo e frequentare l’area. La formula invece è rimasta invariata: prodotti a sostegno dell’agricoltura mantovana e ottima musica che spazia durante 16 serate dal rock al funk passando per il jazz, dal cantautorato alla world music. Visti i posti ridotti all’interno dell’area feste la novità di quest’anno è la possibilità di prenotare il tavolo per la cena (messaggio wup al 351 5153789 entro le ore 18).

Anche se Francesco Guccini non ha più intenzione di calcare i palcoscenici, Arci Mantova porta all’Arena Bike-In i musicisti che l‘ hanno accompagnato nel corso della sua lunga carriera, per permettere alla musica e alle parole del grande cantautore di continuare emozionare anche dal vivo. L’appuntamento è per sabato 25 luglio alle 22 (apertura cancelli ore 19) nello splendido scenario di Campo Canoa con le chitarre e la voce di Juan Carlos “Flaco“ Biondini, il pianoforte di Vince Tempera e le percussioni, il sax e le tastiere di Antonio Marangolo per due ore di spettacolo dal vivo dove si ripercorreranno i più grandi successi del poeta come “Il vecchio e il bambino”, “La locomotiva”, “L‘ Avvelenata”, “Auschwitz”, “Dio è morto”, “Noi non ci saremo”, “Canzone per un‘ amica” solo per citarne alcuni. I biglietti hanno un costo di 10€ (più diritti di prevendita) ed è possibile acquistarli online sul sito mailticket.it e presso il Box Office di c.so Umberto I, Mantova (il venerdì dalle 15 alle 19 - sabato dalle 9 alle 13).

Pubblichiamo qui il testo del decreto ministeriale dell'8 marzo 2020.

Chi lo dice che il jazz è antiquato? Per sfatare questo luogo comune il circolo giovanile Arci Tom e Arci Mantova hanno deciso di proporre un cartellone di concerti jazz pensati dai giovani, per i giovani e con proposte giovani. Dal 17 ottobre al 21 novembre 5 concerti gratuiti che hanno l’intento di avvicinare il jazz alle nuove generazioni, un segmento negli ultimi anni ha dimostrato di interessarsi sempre più a questo genere musicale. Da una ricerca compiuta da Arci Mantova negli ultimi tre anni sul pubblico del festival Mantova Jazz si è potuto notare infatti un lento ma significativo abbassamento dell’età media degli spettatori. Per facilitare l’incontro tra giovani e jazz si è ideato un cartellone dalle proposte fresche, realizzate in un ambiente più a misura di giovane, come il circolo giovanile Arci Tom. I giovani non sono solo il pubblico di riferimento ma sono stati resi protagonisti anche nella parte di ideazione poiché la direzione artistica è stata allargata a under 35 musicisti e studenti del Conservatorio di Mantova e volontari attivi dei circoli Tom. Anche la proposta musicale ha voluto premiare i giovani dato che si trovano in cartellone proposte di artisti italiani emergenti. Tutti i concerti iniziano alle ore 22.00 e sono ad ingresso gratuito con tessera Arci 2019/2020, con possibilità di tesserarsi al circolo durante la serata. La rassegna è realizzata con il contributo del Comune di Mantova.

Dopo il Contest De Andrè, Generazione Boomerang dà corpo e forma ad un’altra idea nata dai giovani, che si concretizzerà il 4 e 5 ottobre all’Arci Tom con il festival “She Says, She Rules!”, incentrato sul tema del rapporto tra donne e musica. Due giorni di concerti, dj set e workshop con le artiste e professioniste della musica per decostruire gli stereotipi di genere che persistono (anche) in questo campo, in favore di una visione più paritaria e meritoria. Un evento ambizioso, per mostrare e rivendicare il protagonismo femminile individuale e collettivo nel campo della musica, non solo come performer, ma anche come autrici, foniche, giornaliste musicali, manager, produttrici, talent scout etc. “She Says, She Rules!” è nato da un’idea di Martina Adami (25 anni) ed è ideato e realizzato da Arci Mantova ed Arci Tom grazie al contributo di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, con il patrocinio del Comune di Mantova e la partnership creativa di Paxxion con la collaborazione del Conservatorio di Mantova e dell’Istituto Superiore Carlo d’Arco e Isabella d’Este, che, con la sua Radio Isabella, sarà anche media partner dell’evento.

MantovaJazz, il festival culturale più longevo di Mantova, apre il 12 ottobre la sua 38^ edizione, con 4 concerti che puntano ad indagare il mistero dell’autorialità nel jazz che, come del resto in ogni altra forma d’arte, è probabilmente destinato a restare tale. Cosa separa un grande maestro da uno straordinario strumentista o da un immaginifico improvvisatore? Una filastrocca inglese di fine Ottocento consigliava alle spose di indossare scaramanticamente: “something old, something new, something borrowed, something blue". Forse in questa filastrocca si nasconde qualche buona risposta: ogni grande maestro del jazz ha saputo essere ad un tempo conservatore ed innovatore, ha saputo prendere a prestito elementi da altre tradizioni, conscio tuttavia del fatto che la parte più preziosa della propria affonda nelle profondità insondabili del blues.

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