L'inconcludenza dell'Onu apre la strada a un nuovo ordine mondiale di iniziative unilaterali. Mentre era ancora in corso in Florida la cena ufficiale col Presidente cinese, Donald Trump ha punito Bashar al-Assad con 54 tomahawk lanciati da una nave americana nel mediterraneo, a distanza di poche ore da una dichiarazione che ammoniva la Siria e minacciava una iniziativa militare degli Usa. Si tratta del più importante attacco contro il regime di Damasco degli ultimi anni e appare una ritorsione contro la strage di Idlib di qualche giorno fa. Nonostante l'uso di gas nervini, nonostante la condanna da parte di tutto il mondo, nonostante tutti gli indizi portassero a una responsabilità diretta del dittatore siriano, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non è riuscito a rompere il gioco dei veti (in questo caso della Russia) e comminare una qualsivoglia forma di sanzione contro la Siria. Senza alcun mandato del Congresso, né avendolo informato, il Presidente degli Stati Uniti ha deciso sentendo solo i propri generali del Pentagono e pochi altri - sicuramente la Russia, probabilmente Israele - mettendo letteralmente a soqquadro le cancellerie di tutto il mondo e provocando conseguenze che nei prossimi giorni saranno più chiare.

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